Le nostre attività negli anni passati
Dopo anni di lavori ci si è chiesti quale fosse la mole di lavoro fatta. A questo punto c’è stato bisogno di percorrere a ritroso la strada fino ad ora fatta per avere memoria del nostro lavoro, del nostro pensiero, della nostra storia.
Progetti e collaborazioni passate
Progetti e collaborazioni passate
Progetto ASMA
Questo progetto è realizzato in collaborazione tra l’équipe medica del Reparto Universitario di Pneumologia dell’Ospedale Molinette di Torino. Obiettivo del progetto è valutare l’efficacia di un approccio terapeutico combinato medico-psicologico sulla patologia asmatica.
Coordinatore: U. Girotto
Salus
Salus è una associazione psicoanalitica che si è costituita giuridicamente nel 2001 a Pordenone raccogliendo l’eredità de Il lavoro Freudiano, attivo con un suo seminario dal 1998. La sua ragione sociale è lo studio, la pratica e la diffusione della psicoanalisi freudiana, per mezzo della ricapitolazione fattane dall’insegnamento dello Studium Cartello di Milano, presieduto da Giacomo B. Contri, insegnamento che è la “ragion pratica” di Salus.
La parola latina salus ha due significati inseparabili, designando al tempo stesso la salute e la salvezza, il cui concetto è valido al di là di chiamarsi credenti o miscredenti. La salvezza, intesa psicoanaliticamente, non ha infatti altro significato che quello di guarigione dalla malattia umana universale, la nevrosi, in cui il soggetto ha smarrito il principio che orienta i suoi moti corporei alla meta della soddisfazione e della felicità.
E’ appunto qui che Salus fa propria l’eredità freudiana: “Non dobbiamo dimenticare che la realizzazione della felicità individuale non può essere cancellata dalle mete della nostra civiltà”.
Responsabili: S. Puiatti, M. Manghi, C. Furlanetto
Progetto Fiaba
La magia della fiaba: progetto di rappresentazione della fiaba per le classi delle scuole elementari.
L’idea di utilizzare la fiaba come strumento di lavoro e di relazione con i bambini delle scuole elementari, nasce dal risultato di una ricerca che riporta come la fantasia del bambino in questi ultimi anni si sia modificata, non solo sul piano dei contenuti ma soprattutto su quello della forma. In un sociale dove i limiti diventano sempre più sfumati e dove tutto sembra possibile, immediato e precostituito, la fantasia trova sempre minor spazio di azione e ragione di esistere, il bambino rischia di perdere uno strumento di elaborazione e di crescita che per sua natura gli compete.
L’utilizzo della fiaba consente una doppia funzione: organizzatrice perché permette ai bambini di costruirsi, attraverso l’invenzione e la drammatizzazione, un mondo reale esterno per poi interiorizzarlo. La seconda funzione è riparatrice e di elaborazione. Le situazioni delle fiabe richiamano simbolicamente le ansie, le paure e le angosce infantili, che nel racconto trovano una soluzione positiva e rassicurante.
Il bambino trova, attraverso la fiaba, la possibilità di conoscere se stesso. Le fiabe infatti comunicano con la mente del bambino, incoraggiando lo sviluppo e placando le ansie, pongono il bambino di fronte ai problemi umani e incoraggiano a superarli. La bellezza delle fiabe è che queste lascino che il bambino faccia lavorare la fantasia e decida da solo come applicare alla propria vita ciò che la storia gli insegna.
Gli scopi sono quelli di aumentare la conoscenza di sé e degli altri; aumentare la socializzazione e la cooperazione, soprattutto nella classe, per aiutare la nascita del gruppo classe. Ogni singola fiaba, una volta inventata, verrà in seguito rappresentata e “giocata” da tutti i bambini, attraverso lo scambio dei ruoli. Gli incontri si concluderanno con l’invenzione di una fiaba del gruppo-classe.
Coordinatore: V. Vano
Attività del 2003/2004
SEMINARIO
Libera associazione, associazione libera
La libera associazione è la regola fondamentale che presiede il percorso analitico come Freud ha indicato. Da questa tecnica, che non è solo tecnica, possiamo ricavare molte indicazioni e orientamenti di lavoro. La domanda, alla quale gli studi del seminario concorreranno, è se sia possibile una associazione di liberi soggetti volta ad un fine comune. La storia delle associazioni psicoanalitiche attesta di una continua scissione delle stesse, come a dire che il lavoro sia del soggetto, ma anche che un sapere raccolto può essere messo a disposizione di tutti. Il seminario è aperto a quanti sentano in questo argomento non solo una questione da “psicoanalisti”.
Conduttore: G. Callegari
Temi:
Libertà d’associazione. Relatore: G. Callegari
Io non ho paura. Relatore: A. Barbera
Hansel e Gretel e il percorso ritrovato. Relatore: V. Vano
La conclusione dell’analisi. Relatore: S. Dal Molin
La grazia o esautorazione alla competenza del benessere.
Relatore: F. Orusa
La competenza del bambino. Relatore: A. Zacchetti
Il sogno. Relatore: N. Dominici
Le parole e la scrittura. Relatore: C. Viberti
CORSI
Non clinica dell’infanzia, ovvero la clinica del bambino.
La patologia sappiamo essere divisa in clinica e non clinica, intendendo con questo che abbiamo una patologia trattabile e una non trattabile. In questo anno di studio intorno alla patologia che colpisce il bambino si dedicherà spazio al masochismo, enigma del movimento pulsionale e fonte di disagio per ogni soggetto. Il breve corso è indirizzato a tutti coloro che, a diverso titolo, si rapportano con il bambino, dai genitori agli insegnanti, agli educatori e al personale socio-assistenziale che dal rapporto col bambino ne ha fatto un proprio mestiere.
Conduttore: A. Zacchetti
Temi:
Introduzione al tema del masochismo
Il caso clinico
Il caso non clinico
Conclusioni e aperture sul masochismo
CONFERENZE
Letteratura: un modo per comunicare se stessi
Incontri con i brani e alcune pagine degli autori per cogliere la dimensione degli stessi all’interno della struttura parentale, e considerare l’immagine che gli scrittori veicolano della struttura psichica e familiare. Letture che colgono l’uomo in quanto Soggetto che si confronta con il sintomo.
Relatore: F. Orusa
Temi:
Un padre ritrovato, nel simbolismo di Dante Alighieri e di Giovanni Boccaccio
Alla ricerca di una madre perduta in Francesco Petrarca e Gabriele D’Annunzio
Timore della madre in presenza e nell’assenza del padre in Vittorio Alfieri, Giacomo Leopardi e Ugo Foscolo
L’incapacità di scegliere per un rifiuto ricevuto in J.J. Rousseau e Luigi Pirandello
Le parole
Le parole. Il linguaggio. La scrittura. È inutile sottolineare l’importanza di tutto questo nella vita di ogni soggetto. Ricordiamo parole lette, sentite o dette, a volte per tutta la vita, a volte queste hanno determinato e determinano eventi fondamentali e il oro evolversi. La psicoanalisi, definita da una delle prime beneficiate da questa tecnica, “cura con le parole” non si è mai interessata di altro che non sia nella parola, sia detta che ascoltata … Gli interventi sono indirizzati a quanti sappiano farsene qualcosa delle parole (quindi a tutti) e, in modo particolare a quanti operano nel disagio e nella sofferenza che ben sanno quanto la parola sia fondamentale per rilevare, accogliere, curare questi soggetti.
Relatore: C. Viberti
Temi:
Le parole
Parola e atto: un fatto
Linguaggio e scrittura. Quale rapporto?
Le parole testimoniano nel tempo l’esistere del soggetto
Il malessere come ostacolo al rapporto
Si propone una riflessione sul malessere come opposizione al rapporto e all’Altro. Molti hanno concluso che la parola amore non esiste, che è priva di significato. Non è questa la conclusione a cui arriviamo noi. L’amore esiste in quanto lavoro in due, altrimenti nulla. L’amore è un “mi va” in cui il moto dell’altro si com-pone con profitto con il moto del Soggetto, mettendo in atto un’iniziativa. Ma se il malessere dell’uno o dell’altro predomina, se inganna ed è stato ingannato, se mente ed è stato mentito, allora solo rinuncia e teorie e quindi niente rapporto. Cercheremo attraverso la discussione critica di alcuni film, di presentare questa tematica.
Coordinatori: V. Vano, S. Dal Molin
Temi:
L’annientamento di se stessi nel proprio misconoscimento attraverso la lettura del film “Boys don’t cry”
L’Amore come amore presupposto attraverso la lettura del film “Il cuore altrove”
Il Soggetto nella menzogna dell’Altro, attraverso la lettura del film “The Thruman show”
FORMAZIONE
Sintopia
La formazione non è altro che la messa in forma di una azione, di un moto che, in quanto sano, volge al benessere e alla soddisfazione. Moto pulsionale che rimanda il nostro orientamento alla psicoanalisi freudiana. Questo mettere in forma è un’attività pratica costantemente in atto e perciò crediamo in una formazione, non data per sempre o ottenuta una volta, ma continuamente in evoluzione ed elaborazione. Vale a dire che il soggetto è continuamente alla ricerca di un beneficio che può solo derivare dal rapporto con l’altro. Praticare significa anche dare corpo al pensiero e alla pulsione che è già corpo, prima ancora che evento aleatorio. Lo studio dell’analista non è il luogo in cui pratica ma l’elaborazione e lo sviluppo del proprio pensiero, il suo studio appunto. In quest’ottica si intende proporre con Sintopia uno spazio di elaborazione, studio e formazione, ove si affronteranno i temi propri della psicoanalisi.
Coordinatori: G. Callegari, A. Ruscalla
Temi con relatore G. Callegari:
L’atto psichico
Una norma non soffre obiezioni
Leonida alle Termopili: le pulsioni non devono passare
L’isterica e l’ossessivo di fronte al maître
L’angoscia del bambino non è mai morale (come nell’adulto)
La norma non si rispetta: si onora
Arbeit
La psicosi è uno dei destini della nevrosi
La perversione è ciò che continua a non essere individuato
Temi con relatore A. Ruscalla:
La razionalità dell’inconscio come memoria del rapporto
Senso, dis-senso, con-senso: quando la norma del Soggetto incontra la legge dell’Altro
La crisi della facoltà di giudizio
Dissenso come identità, consenso come identificazione
Dal dispositivo alla pulsione attraverso l’Altro
L’Altro come senso di moto
Dal gusto al comando di moto
La teoria a sostegno della psicopatologia
GRUPPO DI LAVORO
Gruppo di lettura freudiana. Il disagio della civiltà
Freud scrisse Il disagio della civiltà nel 1929, riallacciandosi allo scritto Psicologia delle masse e analisi dell’io. Attraverso la questione del Super-io, Freud indaga sul senso di colpa, sull’aggressività come manifestazione della pulsione di morte, traendo spunto per una possibile spiegazione della civiltà, attraverso la lotta tra Eros e Tanathos. La proposta di lavoro è la riscoperta del testo freudiano attraverso una sua lettura e commento.
Coordinatori: A. Barbera, G. Callegari
INCONTRI
Insegnamento ovvero lettura, scrittura
Segno e significante nella traduzione del sapere. È un compito difficile quello dell’insegante e, è Freud il primo a dirlo, l’insegnamento è “mestiere impossibile”. Nell’affrontare il tema della trasmissione del sapere si tiene conto della traduzione, tradizione, tradimento dei diversi significati. Gli interventi sono rivolti a quanti sono impegnati a rapportarsi sia nel mondo cosiddetto “scientifico” sia con l’umanità sociale che, negli ultimi tempi, trova sempre meno collocazione presso un’accoglienza sana del pensiero dell’uomo. Sono invitati quindi tutti coloro che sappiano fare della propria vita un percorso speso bene in vista del proprio benessere. “il bene fai in modo di riceverlo”.
Relatore: G. Secco
Temi:
Insegnamento
Segno, Significante, traduzione
Insegnamento, formazione, vocazione?
La permanenza dell’apprendimento e l’evoluzione del sapere trasmesso
I vizi capitali
L’incapacità alla pratica del bene, del bene che ci reca beneficio e salute è largamente dominata dalla crisi della propria norma individuale. È questa crisi che si connette direttamente alla gestione del male e all’accettazione dei vizi capitali; quasi fossero un antidoto al malessere e invece ne sono i contenitori di questo star male. Non è più possibile pensare alla malattia psicologica, psichica come qualcosa che non inerisca la nostra vita morale.
Queste conferenze sono indirizzate a quanti sanno che lo star male è un “peccato”. Potrebbe avere tutto dalla vita, e invece … “che peccato!”
Relatore: P. Triulzio
Temi:
I vizi capitali
Dalla malattia scientifica alla malattia morale
Vizio, implicazioni psicopatologiche
Dai vizi capitali alla sanità
Attività del 2002/2003
SEMINARIO
O desiderio o soggetto: ovvero desideroso senza comando o proibizione.
Il soggetto agisce il proprio desiderio o è dominato, agito dal suo desiderio? Questa la domanda del seminario dell’anno scorso alla quale si è dato la risposta che o c’è soggetto o c’è desiderio. "L'uomo a desiderio", è la proposta di Gianfranco Novello, che s’intende sviluppare nello studio e nel corso del seminario di quest'anno.
Il desiderio del soggetto quindi sarà esaminato nelle sue componenti coscienti e inconsce, recuperando sia il testo freudiano sia le elaborazioni successive. In particolare si elaboreranno gli sviluppi della sanità e della normalità del desiderare senza le costrizioni date dalla patologia, anzi, proprio tali restrizioni potranno articolare una nuova nosografia del disagio.
Conduttore: G. Callegari. Interviene G. Novello
Temi:
Il desiderio
Il Soggetto
L’attività desiderante
Trasmissione del desiderio
Voglio quello che ha lui/lei
Resistenze al desiderio
Vivere con desiderio
CORSI
Psicodiagnostica
A partire dal concetto che l’unico competente in merito alla sanità del soggetto, non è né il medico né l’esperto professionista, ma il soggetto stesso e che la prima diagnosi è sempre d’autodiagnosi, si affronteranno nuove modalità diagnostiche, i cui riferimenti teorici saranno da ricercarsi nel corpus freudiano e nelle successive elaborazioni fatte nell’orientamento psicoanalitico. Il corso è rivolto a quanti operano nel settore del disagio psichico: educatori, psicologi, medici, psichiatri, infermieri, e quant’altri sentano la necessità d’avere nuovi strumenti per individuare il disagio ed il malessere in noi e intorno a noi.
Coordinatore: G. Callegari
Temi:
Introduzione al concetto di diagnosi in psicologia, psicoanalisi, medicina.
Autodiagnosi, vantaggi e svantaggi
Clinica e non clinica
Il normale e il patologico
Norma di beneficio e/o principio di piacere
Giudizio primo e secondo
Psicosomatica
Psicosomatico è il termine usato in senso metodologico per indicare un modo di affrontare lo studio e la terapia di alcuni disturbi riferendosi alla totalità psiche-soma. Più comunemente, tuttavia, viene usato in senso nosologico o classificatorio per indicare un gruppo di malattie la cui eziologia si ritiene collegata almeno in parte a fattori emotivi. Nella revisione della nomenclatura psichiatrica compiuta nel 1968 tali “disturbi psicosomatici” sono stati chiamati anche “disturbi psicofisiologici”. L’uso del termine “psicosomatico” in questo secondo significato è poco felice, perché sottintende un dualismo che non esiste; nessuna malattia somatica è esente da influenze psichiche.
Conduttori: G. Callegari, V. Vano
Temi:
Introduzione al concetto di disturbo psicosomatico e/o nevrosi d’organo
Georg Groddeck e il linguaggio dell’Es
Rycroft, Alexander, Marty e altri autori del pensiero psicosomatico
Il normale ed il patologico
Emicrania, ipertensione, stitichezza e altre sintomatologie specifiche
Risposte somatiche alle emozioni, agli stati affettivi, ai moti pulsionali
Formazione insegnanti e educatori
Il percorso proposto è a partire dalla relazione per giungere alla collaborazione. Il corso è aperto a tutti coloro che intendono verificare la propria competenza relazionale, il proprio saperci fare all’interno del rapporto con allievi e utenti. La relazione funziona solo se viene salvata la distinzione dei posti: il posto di soggetto e il posto di altro che docente, educatore, allievo, utente sono chiamati a ricoprire in modo interscambiabile. Agli insegnanti, agli educatori, agli psicologi che si occuperanno dell’agio nelle varie realtà in cui operano, il compito di conseguire competenza delle proprie dinamiche rapportuali atte alla soddisfazione.
Coordinatori: A. Barbera, S. Dal Molin
Programma incontri
1) Presentazione
2) Il rapporto: il posto, l’agio, il lavoro, il rapporto individuale
3) La competenza: l’ascolto, facoltà di giudizio e imputabilità
4) La soddisfazione: differenza tra gestire e trattare
5) La collaborazione
CONFERENZE
Storia della psicoanalisi
La storia della psicoanalisi non è solo il dato storico degli eventi sviluppatesi all’interno del movimento psicoanalitico, bensì la sua stessa epistemologia. Il sapere psicoanalitico in quanto sempre in evoluzione e di derivazione dalla pratica analitica, non essendo l’analisi una teoria applicata ma all’opposto un passaggio dalla pratica all’eventuale teoria, risulta essere un continuo divenire del lavoro dell’inconscio. Il lavoro dell’inconscio è stato quindi il moto del sapere analitico che ha preso diverse strade, diversi canali che hanno irrigato l’attuale panorama delle scuole psicoanalitiche.
Coordinatori: G. Callegari, A. Barbera
Temi:
Prolegomeni e nascita della psicoanalisi.
I pionieri della psicoanalisi
L’estensione della psicoanalisi in Europa e in America
La psicoanalisi in Italia
Il futuro della psicoanalisi
Letteratura: una guarigione impossibile.
Quattro incontri con la letteratura e la pathos-logia, dal narcisismo e l’onnipotenza al complesso edipico, passando per il tentativo d’autoguarigione. Letterature che colgono l’uomo in quanto soggetto che si confronta con il sintomo.
Relatore: F. Orusa
Temi:
Il narcisismo e l’onnipotenza infantile di Gabriele D’Annunzio
Il complesso edipico lacerante in Kafka
L’amaro nichilismo in Luigi Pirandello
Un abbozzo di coscienza come tentativo alla guarigione in Italo Svevo
Segno e sintomo
Sintomo e segno sono nei dizionari di psichiatria accomunati, come voce, unitamente a “simbolo” che abbiamo scelto di non far comparire in quanto di esso molto se ne dirà nelle singole conferenze. In medicina, si distinguono segni e sintomi. Un segno è un fenomeno oggettivo, che l’esaminatore rileva e che gli indica la presenza o no d’un processo patologico. Un sintomo è un fenomeno soggettivo, avvertito dal paziente, in genere, con un’emozione spiacevole. Un segno può essere anche un sintomo oppure no. Lo scopo delle conferenze è anche quello di rendere pubblico ciò che i segni e i sintomi sottendono oltre che interrogare la psicoanalisi e la psicologia sull’attuale stato d’evoluzione dei sintomi e dei segni.
Coordinatori: G. Callegari, S. Dal Molin, A. Barbera.
Temi:
Balbuzie
Fobie sociali: paura di parlare in pubblico
Tic motori: il non controllo nei movimenti
Vertigini: terrore del vuoto
Insonnia
Progetto solitudine
Solitudine è il termine al quale si connotano le sofferenze di molti soggetti che sono soli. L’essere soli è sinonimo di mancanza di compagnia, di compagno/a, di amici, di partner, insomma di un altro che sia della soddisfazione. Il progetto, dal quale scaturirà uno “sportello di ascolto della solitudine” si prefigge lo studio del fenomeno attraverso l’orientamento psicoanalitico.
Coordinatore: G. Callegari
Temi:
Solitudine e/o solipsismo
L’irrinunciabilità dell’altro
Meglio mal accompagnati che soli?
Solitudine: realtà fisica o psichica?
A spasso con Pinocchio
Quattro incontri alla riscoperta d’un personaggio che per vie diverse ci ha accompagnato durante l’infanzia, e che spesso incontriamo nell’età adulta.
La fiaba racchiude in sé anche le nostre proiezioni, i nostri desideri, incontrarli o sentirli raccontare sarà un dare spazio al bambino che talvolta incontriamo, con le sue proiezioni e i suoi desideri.
Relatore: A. Barbera
Temi:
Solo un pezzo di legno
Il grillo parlante, i due gendarmi, l’abecedario e mangiafuoco
Il paese dei balocchi
Nella pancia del pescecane
L’irrinunciabile Altro: quando l’Amore non è amore, ovvero l’Amore con amore e l’Amore senza Amore
Il Soggetto chiede sempre più di poter esprimere la propria esperienza personale, nella quale non si pone il problema del “crederci” ma semplicemente del vero. “L’incredibile successomi” diventa sempre più norma quotidiana dell’agire comune, senza accorgersi che il vero credibile è solo l’Amore. Si affronteranno argomenti diversi legati però da un unico filo conduttore che è quello dell’Amore, supportati dalla rilettura di alcuni film.
Coordinatori: M. Bevilacqua, V. Vano
Temi:
L’Amore come percorso terapeutico – attraverso la lettura del film “K-Pax”
Il movimento del Soggetto tra dovere e piacere – attraverso la lettura del film “Chocolat”
L’amore per se stessi e l’amore per la vita – attraverso la lettura del film “Il sapore delle ciliegie”
L’inesistenza del rapporto tra i sessi (rapporto sessuale) e l’esistenza del rapporto tra affetti (rapporto d’amore) – attraverso la lettura del film “Ultimo tango a Parigi”
La soddisfazione, l’amore è di due o di nessuno – attraverso la lettura del film “Qualcosa è cambiato”
FORMAZIONE
Sintopia
La formazione non è altro che la messa in forma di una azione, di un moto che, in quanto sano, volge al benessere e alla soddisfazione. Moto pulsionale che rimanda il nostro orientamento alla psicoanalisi freudiana. Questo mettere in forma è un’attività pratica costantemente in atto e perciò crediamo in una formazione, non data per sempre o ottenuta una volta, ma continuamente in evoluzione ed elaborazione. Vale a dire che il soggetto è continuamente alla ricerca di un beneficio che può solo derivare dal rapporto con l’altro. Praticare significa anche dare corpo al pensiero e alla pulsione che è già corpo, prima ancora che evento aleatorio. Lo studio dell’analista non è il luogo in cui pratica ma l’elaborazione e lo sviluppo del proprio pensiero, il suo studio appunto. In quest’ottica si intende proporre con Sintopia uno spazio di elaborazione, studio e formazione, ove si affronteranno i temi propri della psicoanalisi.
Coordinatori: G. Callegari, A. Ruscalla
Temi con relatore G. Callegari:
Psicologia del transfert in Jung
Il setting della psicologia analitica
Pratica della psicoterapia in Jung
G. B. Contri: le regole fondamentali in psicoanalisi
L’amore presupposto
L’angoscia
Omotopia
La formazione psicoanalitica
Temi con relatore A. Ruscalla:
L’opportunità “Oltre il Giardino”: il moto pulsionale
L’umiltà dei talenti e la titolarità
Ben-disposto, mal-disposto: la disposizione dei posti nel rapporto
L’umiltà del bambino
IL titolare della norma ha i suoi privilegi
La sessualità come astrazione
I sessi come sanzione del rapporto
GRUPPO DI LAVORO
Gruppo clinico
Il gruppo clinico è un’attività di verifica e di discussione di casi clinici sia attuali che storici, che affronta i temi della clinica e della diagnosi nell’ambito della psicopatologia psicoanalitica.
Coordinatore: G. Callegari
Gruppo di lettura freudiana. I casi clinici
Intorno al 1900 Sigmund Freud fondava una nuova psicologia, il termine psicoanalisi fu utilizzato già nel 1896, era il periodo in cui “L’interpretazione dei sogni” stava per essere dato alla luce. Tutto il lavoro che ne sarà successivamente, avrà anche ragione di essere, grazie al contributo che Freud apporterà alla sua opera attraverso i casi clinici.
La proposta di lavoro è la riscoperta della clinica freudiana attraverso una lettura commentata dei casi clinici.
Coordinatore: A. Barbera
Casi:
Anna O.
Il piccolo Hans
Dora
L’uomo dei lupi
Il presidente Schreber
INCONTRI
Incontri aperti
Ciclo di serate psicoanalitiche monotematiche, nelle quali saranno presenti psicoanalisti di diversa formazione. Nel fare questo ci si propone di invitare soggetti implicati nell’attuale visitazione e/o rivisitazione dell’operare della psicoanalisi intorno al disagio psichico e rapportale. Il soggetto è salvaguardato dalle attuali tendenze della psicologia? Quale altra disciplina se non la psicologia deve difendere la soggettività di pensiero e l’unicità elaborativa, pensante, giudicante dei singoli individui? Si vuole interrogare la psicoanalisi per considerare quanto la stessa possa essere un valido aiuto di sostegno al lavoro del singolo soggetto volto a conseguire la propria soddisfazione.
Coordinatore: S. Dal Molin. Interviene: G. Callegari
Temi:
Il solipsismo dell’istituzione. Relatore: G. Callegari
Incontro e destino nella parola. Relatore: G. Lodari
Il bambino tra menzogna e verità. Relatore: A. Zacchetti
Claustrofobia e agorafobia: vizi nel pensiero delle due città.
Relatore: M. G. Monopoli
Acquisti col pensiero. Relatore: M. Bertamini